"Per il 90% degli studenti c'è un forte rapporto tra la mafia e la politica"

L'indagine è stata condotta dal Centro Pio La Torre. Oltre 2 mila i giovani intervistati, frequentano le scuole superiori aderenti al Progetto educativo antimafia. I dati sono stati presentati nell'ambito della manifestazione 'La Via dei Librai'

La presentazione del report

Quasi il 90 per cento degli studenti di scuola superiore ritiene che esista un forte rapporto tra mafia e politica ("abbastanza forte" per il 51,4 per cento, "molto forte" per il 38,4 per cento), mentre appena lo 0,70 per cento lo considera "inesistente". Per oltre il 67 per cento degli intervistati inoltre che lo Stato non farebbe abbastanza per sconfiggere le mafie e solo il 25,79 per cento crede che il fenomeno criminale potrà essere definitivamente sconfitto, contro il 44,67 per cento che si mostra più pessimista. Infine, per il 42,3 per cento del campione la mafia è più forte dello Stato. I dati allarmanti emergono dall'indagine sulla percezione mafiosa condotta per il dodicesimo anno dal centro studi Pio La Torre. Cento le scuole che partecipano al Progetto educativo antimafia coinvolte, 2.722 i giovani studenti delle terze, quarte e quinte classi di alcuni istituti superiori -distribuiti su tutto il territorio nazionale - sottoposti al sondaggio.

I risultati sono stati presentati oggi nell'ambito della manifestazione 'La Via dei Librai', organizzata dall'associazione Cassaro Alto. A illustrarli sono stati, tra gli altri, Vito Lo Monaco, presidente del centro studi Pio La Torre, Antonio La Spina, docente universitario della Luiss di Palermo, e il sociologo Giovanni Frazzica.

 Alla domanda 'Con chi discuti maggiormente di mafia?', il 59,85 per cento degli studenti ha individuato nella scuola il luogo maggiormente deputato ad affrontare queste tematiche, mentre soltanto il 31,45 per cento dei ragazzi intervistati ha detto di discutere di questi argomenti in famiglia. Il 20.06 per cento di loro dice di parlarne fuori dalla scuola con amici o conoscenti e il 15.83 per cento con altri studenti. Il rimanente 7,94 per cento non ne parla mai con nessuno. Per il 30,42 per cento degli studenti intervistati la presenza di Cosa nostra ostacola "molto" la costruzione del proprio futuro. Nonostante tutto rimane alta la sfiducia degli studenti nei confronti della classe politica (79,65 per cento verso i politici nazionali, 76,20 per cento nei confronti di quelli locali). 

"La corruzione della classe dirigente - dice Vito Lo Monaco, presidente del centro Pio La Torre - è una concausa della continuità dell'organizzazione mafiosa. Essa è un fenomeno criminale e una cultura che viene percepita dai giovani, dal Nord al Sud, come negativa e con differenti sensibilità tra i figli di famiglie più o meno colte. La mafia limita la libertà di ogni giovane, condiziona il suo futuro, ma manca, per il 40,66 per cento, il coraggio di denunciarla e contrastarla. La sua esistenza viene percepita in modo diverso, al Centro-Nord e al Sud, ma ugualmente negativa". 


 

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