La Scandinavia si innamora dei gioielli palermitani: "Oasi di bellezza"

I fari dell'estremo Nord Europa su Bagheria e Piana degli Albanesi. Il servizio di una prestigiosa rivista: "Posti da esplorare, chi non gradirebbe un bicchiere di vino a bordo piscina, al tramonto, mentre sogna un cannolo perfetto?"

Bagheria - foto Scandinaviantraveler

I fari dell'estremo Nord Europa sui gioielli palermitani. La rivista Scandinavia traveller ha dedicato a Bagheria. La città che ha dato i natali a Tornatore è stata protagonista di due servizi della rivista che -  come si legge nel loro stesso disclaimer - riunisce persone e luoghi eccitanti e storie di viaggio.

Per realizzare l'articolo i giornalisti scandinavi hanno visitato il museo Guttuso. E non solo. Il pezzo inizia così:  “Esplora Bagheria, a soli 30 minuti da Palermo.  Da lontano, Bagheria assomiglia a qualsiasi altra città della classe operaia ma quando guardi più da vicino, troverai una vera oasi di opportunità e bellezza che aspetta solo di essere scoperta”.

scandinavian-2Poi vengono passate in rassegna alcune interessanti bellezze del territorio: dal prestigioso Museo di Villa Cattolica dedicato al maestro del ‘900 Renato Guttuso, al museo dell’acciuga dei fratelli Balistreri, alla mitica villa dei mostri villa Palagonia. Non manca la notazione su un’altra eccellenza di casa nostra lo chef stellato Tony Lo Coco, di cui vengono citati oltre al riconoscimento della guida Michelin il ristorante i Pupi ed il bistrot con i panini gourmet.

"Sono felice di aver contribuito alla conoscenza della nostra città con l’intervista allo Scandinavia traveller  ed orgoglioso che si parli di Bagheria in una prestigiosa rivista on line che leggono gli scandinavi - dice il sindaco Filippo Maria Tripoli – mi auguro quanto prima che qualche turista del Nord Europa leggendo delle nostre bellezze architettoniche e monumentali, ambientali ed eno-gastronomiche decida di venire a Bagheria. Dal canto nostro, ogni giorno, con l’intera giunta stiamo lavorando con impegno per rendere davvero Bagheria la città delle ville e del Gusto.

Nell’intervista rilasciata alla rivista on line il sindaco Tripoli racconta: "Ci sono 33 ville storiche in un'area di sei chilometri quadrati. Diverse sono private ma è possibile visitarne molte, tra le quali Villa Cattolica, che ospita il museo dedicato all'artista Renato Guttuso, originario di Bagheria. Il museo merita una visita. Ha sale dedicate al fotografo Ferdinando Scianna e la sezione della cartellonistica con alcuni magnifici poster cinematografici. Alcuni riprendono anche i film di Giuseppe Tornatore, regista che ha vinto un Oscar per “Nuovo cinema Paradiso” e che, come Ferdinando Scianna e Renato Guttuso, è nato a Bagheria".

"Un'altra villa da visitare è Villa Palagonia – continua a spiegare il sindaco nell’articolo la cui versione in inglese è disponibile qui: https://scandinaviantraveler.com/en/places/a-sicilian-road-trip-with-palermo-as-your-starting-point  - la villa ospitava un personaggio eccentrico che decorava la sua residenza con mostri spaventosi e figure bizzarre. … in molti affermano che è una delle ville più belle d'Europa". Tripoli non si tira indietro anche dal parlare di  mafia: "E' stata in passato una forte presenza in città, ma che la gente oggi ripudia. La mia generazione ripudia la mafia, in un breve lasso di tempo,  molto è stato fatto  in senso positivo: Possiamo liberarci della mafia creando bellezza e opportunità”.

Non solo Bagheria. Gli scandinavi parlano anche di Piana degli Albanesi. "Un piccolo villaggio a nord di Palermo, a 650 m sul livello del mare - scrivono - e raggiungibile attraverso strade tortuose che serpeggiano sulle montagne. Guidare un'auto in Sicilia può essere una sfida, ma sei più che compensato da fantastici panorami con colline ricoperte di ginestre, alte montagne e valli spettacolari. Piana degli Albanesi ha una storia affascinante. La città fu fondata nel 1488 da un gruppo di rifugiati albanesi fuggiti durante l'impero ottomano. La loro cultura e lingua continuano a vivere e la gente qui parla una specie di vecchio albanese oggi. Tutti i segnali stradali sono in italiano e albanese".

Poi c'è l'ode al cannolo e ai vini locali. Con uno sguardo perso nell'orizzonte. "Vediamo filari di vite lunghi un chilometro che si aggrappano alla collina prima di scomparire nelle valli. Chi non gradirebbe un bicchiere di vino a bordo piscina al tramonto, mentre sogna un cannolo perfetto?"

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