Medici in rivolta contro lo spot per i risarcimenti, Amato: "Un danno per tutti"

Il presidente provinciale dell'Ordine rilancia la petizione nazionale contro la pubblicità di una società privata che spinge i pazienti insoddisfatti delle cure ricevute ad avviare contenziosi di rivalsa contro il Servizio sanitario nazionale

Passa anche da Palermo la protesta dell'Ordine dei medici contro lo spot pubblicitario andato in onda su diverse emittenti televisive (inclusa la Rai, che lo ha poi sospeso ndr) di una nota società attiva nel settore del risarcimento del danno in ambito sanitario, che spinge i pazienti insoddisfatti delle cure ricevute ad avviare contenziosi di rivalsa contro il Servizio sanitario nazionale.

"Il risultato di un simile spot - spiega il presidente dell'Ordine provinciale di Palermo, Toti Amato, componente del Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri  - è di fare 'ingrassare le tasche' della società, spingendo i medici a ricorrere alla medicina difensiva in autotutela, sottoponendo i malati a tutti gli accertamenti possibili, anche inutili, in modo da risultare estranei a qualsiasi accusa di negligenza. Il danno più grave è la perdita di serenità di tutta la classe medica nell'esercizio della professione, che ricade sulle scelte terapeutiche, e una frattura irreparabile nel rapporto di fiducia con il paziente. Una condizione pericolosa a cui si aggiunge lo sperpero di risorse pubbliche, centinaia di milioni di euro che potrebbero essere impiegati nell'assistenza".

L'appello della Fnomceo "Obiettivo dignità" chiede il sostegno di tutti, medici, operatori sanitari e cittadini, per spronare il ministro della Salute, Giulia Grillo, ad adottare tutti gli strumenti possibili di controllo preventivo sui messaggi falsati e diffusi anche sui canali pubblici, fonte di danni importanti al Servizio sanitario nazionale.

"Ogni giorno centinaia di medici sono vittime di contenziosi artatamente costruiti e il più delle volte sconsiderati, messi in moto da studi legali che assicurano risarcimenti. E' bene sapere - ricorda Amato - che nel 99 per cento dei casi i medici finiti sotto inchiesta, dopo le opportune indagini, risultano innocenti senza neanche andare a processo. Questo non significa che non ci sono errori di malasanità, ma in numero minimo rispetto alle denunce e alla quantità di interventi che ogni giorno sono effettuati. La sanità pubblica - prosegue Amato - è un patrimonio da difendere e tutelare in tutti i modi perché ad oggi assicura uno standard alto di qualità assistenziale nonostante le difficoltà strutturali e di personale insufficiente, obbligato a '15 milioni di ore di straordinario non pagato'".

Il presidente invita perciò tutti i siciliani a firmare e condividere l'appello al ministro ministro Giulia Grillo perché "Si usi la Rai per promuovere il sistema sanitario pubblico e la dignità dei professionisti" in modo che possa essere quanto più largamente diffuso.

"Proteggere la sanità pubblica, restituire dignità alla classe medica e serenità ai malati, è un obiettivo comune e serve l'appoggio di tutti, comprese le Istituzioni", conclude il presidente dei medici. 

Potrebbe interessarti

  • Igiene in casa, ogni quanto si devono cambiare (davvero) lenzuola e asciugamani

  • Api, vespe e calabroni non si uccidono ma si allontanano: ecco i rimedi naturali

  • Cactus mania, avere piante grasse in casa non è solo bello ma fa anche (molto) bene

  • Bonus casa a chi ristruttura, detrazioni fiscali per l'acquisto di mobili e condizionatori

I più letti della settimana

  • Blitz antimafia fra Palermo e New York, 19 arresti: decapitato mandamento di Passo di Rigano

  • Morto noto commerciante palermitano, era lo zio di Eleonora Abbagnato

  • San Vito Lo Capo, ragazzo monrealese di 20 anni cade dagli scogli e muore

  • Via D'Amelio, incontro in Questura: arriva Gigi D'Alessio e Fiammetta Borsellino va via

  • Medaglie d'Oro, "trasmetteva" Sky (quasi) gratis: nella stanza da letto 57 decoder e 187 mila euro

  • Mafia, blitz tra Palermo e New York: i nomi degli arrestati

Torna su
PalermoToday è in caricamento