L'incidente in via dell'Olimpo, la rinascita: diventa infermiera nel reparto che le ha salvato la vita

Il 4 giugno 2009 Martina Giannone - una ragazza palermitana di 17 anni - rimane gravemente ferita mentre sta andando a una festa. Viene portata prima a Villa Sofia, poi al Giglio di Cefalù. Qui - durante il lungo recupero - si innamora della professione

E' il 4 giugno 2009. Martina Giannone - una ragazza palermitana di 17 anni - sta andando a una festa di compleanno con alcuni compagni di scuola. In via dell'Olimpo a Mondello, improvvisamente la macchina sbanda, si schianta all'altezza di una fermata dell'autobus. Martina è grave, viene subito portata in ospedale, a Villa Sofia. Un mese dopo lascia l'ospedale, viene portata nell’unità di risveglio della Fondazione Giglio di Cefalù, dove trascorrerà altri 28 giorni. Poi finalmente i suoi occhi si sono aperti.

"Ero afona, non riuscivo a parlare - dice oggi la ragazza a MadoniePress -. Mi rendevo conto di essere sveglia ma una grande confusione mi impediva di capire appieno cosa mi stesse accadendo". Quindi la lunga degenza nel reparto di neuroriabilitazione ed il lento recupero. "Tutto il personale del reparto mi ha trasmesso una straordinaria sensazione di fiducia in me stessa e nella possibilità di tornare la Martina di sempre, quella che amava ballare, truccarsi, vestire bene. Non riuscivo a vedermi sempre in pigiama, sempre a letto, così spesso trascorrevo il mio tempo in infermieria”.

E in quei giorni scocca la scintilla. Martina - stando a contatto con lo staff degli infermieri - comincia a sviluppare una passione per questa professione. E come racconta MadoniePress, terminato il percorso di riabilitazione la ragazza si iscrive all’università e nel 2014 consegue il diploma di laurea in scienze infermieristiche. Poi il tirocinio formativo di due mesi proprio al Giglio di Cefalù, il primo contratto a tempo determinato di nove mesi. Infine Martina risulta fra i vincitori del concorso a tempo indeterminato bandito dalla Fondazione. "Siamo orgogliosi della nostra collega Martina - ha detto il presidente dell’ordine degli infermieri di Palermo Franco Gargano -. Una storia intensa, drammatica, che ci fa capire l’importanza della nostra professione. Viviamo a stretto contatto con i pazienti ed ogni gesto, anche il più piccolo ed apparentemente insignificante, riveste un’importanza straordinaria per inculcare in chi attraversa un momento di difficoltà, una sensazione di fiducia in se stesso e nella struttura sanitaria che lo ha preso in cura”.

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