Biologa rifiutata "perché di Palermo", il centro: "No discriminazione, solo un equivoco"

Una giovane laureata di Ficarazzi, Erminia Muscolino, aveva richiesto uno stage nel prestigioso centro di ricerca oncologico di Aviano (Pordenone). Dopo la risposta inviatale per errore la difesa: "Fraintendimento innescato dal desiderio di offrire un consiglio"

Il direttore del Centro di riferimento oncologico Adriano Marcolongo in conferenza stampa

Solo un "fraintendimento", un "consiglio, non una discriminazione". Così il Centro di riferimento oncologico (Cro) di Aviano tenta di spegnere le polemiche nate per l'email arrivata per errore a una biologa di Ficarazzi, Erminia Muscolino, che aveva inviato il proprio curriculum per uno stage. La giovane ha ricevuto quella che doveva essere una comunicazione interna al Cro, con scritto "Figurati se prendiamo una da Palermo". Frase quantomeno incauta e resa nota dalla biologa tramite i social.

Oggi a intervenire è stato il direttore del Centro, Adriano Marcolongo, che ha incontrato la stampa per fare il punto su quanto accaduto. "Contatterò  - ha detto - la dottoressa per spiegarle come sono andate le cose e le dirò, essendomi confrontato con l'oncologo col quale è avvenuto il carteggio, che si è trattato di un fraintendimento innescato, in realtà, dal desiderio di offrire un consiglio e non certo una discriminazione".

"Figurati se prendiamo una da Palermo", mail inviata per errore scatena polemica

erminia muscolino-2"L'unico obiettivo dell'Istituto è poter contare sulle migliori professionalità del Paese e non importa certo da dove esse provengano - ha aggiunto Marcolongo, rivolgendosi ai quattro direttori di Struttura operativa complessa, siciliani, intervenuti all'incontro con la stampa - La dottoressa, quando sarà eventualmente bandita una borsa di studio di suo interesse, potrà candidarsi ed essere valutata per le 'skills', proprio come altri ricercatori. Ha scritto a un nostro medico allegando un curriculum ma, sappiamo bene, nel pubblico occorre partecipare a un concorso, che per inciso oggi non esiste. Le è stato comunque risposto di tenere presente, vista l'entità media delle borse erogate, che venire in Friuli Venezia Giulia potrebbe anch'essere antieconomico, poi ciascuno decide come crede. Ma ci tengo a spazzare via qualsiasi dubbio: nessuna discriminazione. Abbiamo fatto immediate verifiche interne e ho convocato il professionista".

L'inesistenza di una procedura, ha spiegato ancora il direttore generale, non configura alcun comportamento eventualmente segnalabile 
ad altra autorità. "La frase di cui tanto si è detto e scritto in queste ore - ha concluso - è un frammento di una conversazione più ampia che non si è sviluppata simultaneamente ed è questo che ho detto all'oncologo stamattina, ossia che quando ci si relaziona occorre essere precisi nella successione dei passaggi logici. Per noi il caso è chiuso".

biologa erminia muscolino-2

Sull'episodio è intervenuto anche l'assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione, Roberto Lagalla. “Dispiace e lascia stupefatti che ancora oggi possano prevalere arcaici pregiudizi sulla provenienza geografica di giovani studiosi italiani - ha detto - tanto da inficiare una valutazione che dovrebbe basarsi esclusivamente sul merito. Quello avvenuto è certamente un episodio increscioso, nel merito del quale non posso che esprimere grande tristezza. Questo perché in Sicilia, alla pari di altre regioni del nostro Paese, formiamo professionisti di indubbia qualità che spesso, per mancanza di opportunità lavorative in loco, sono costretti a lasciare la nostra Regione, andando ad arricchire capitale umano delle regioni del Nord. Sono certo che l’Istituto di Pordenone abbia perso un’opportunità e una risorsa che probabilmente avrebbe potuto rivelarsi preziosa per quella struttura, auguro ad Erminia di raggiungere i suoi obiettivi professionali, proseguendo il suo percorso formativo sempre con lo stesso impegno ed entusiasmo e facendo così onore a Palermo e alla Sicilia".

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Commenti (8)

  • Conosco un sacco di gente che lavora in Friuli ben integrata certo loro sono molto diffidenti prima di conoscerti sono Montanari non aperti come noi

  • Conosciamo molto bene come ragiona questa gente falsa e vigliacca, tutti aderenti alla Lega Veneta che hanno in odio i meridionali per partito preso, il Sud lo chiamano "teronia" con tutti i pregiudizi che comporta. Pensate che nelle sale d'aspetto degli ospedali pubblici spesso si vedono ronde di militanti della Lega Veneta con tanto di divisa verde che fanno vigilanza per mantenere l'ordine, tollerati dalle direzioni sanitarie.

  • Hanno anche la.faccia di bronzo

  • Bella scusa! Fuori il nome dell'autore della mail!

  • Grazie a tutti i siciliani (e meridionali) che votano Lega!

  • Non si è ben capito quello che vogliono dire....non mi pare di fare vittimismo alla meridionale se dico che si tratta di un classico caso di discriminazione "territoriale", al quale stanno goffamente cercando di rimediare. Ma voglio ampliare un poco il discorso. Perché onestamente è vero che, come dice l'autore del comunicato, andare nel friuli come sta ragazza avrebbe voluto fare, considerata l'entità delle borse erogate (picciuli) x il tipo di attività che le interessa, è una decisione assolutamente anti-economica. Da questo punto di vista hanno assolutamente ragione. Si tratterebbe di una decisione insensata...poi, per carità...non è che le decisioni individuali devono essere guidate solo dal fattore economico. Però il fatto che una giovane specializzanda in medicina, con un futuro impiego pressoché sicuro e ben stipendiato nella sua regione d'origine, desidererebbe esercitare attività inerenti alla sua formazione al nord, disposta a farlo (a quanto mi pare di avere capito) addirittura "aggratis", o comunque con la prospettiva di farsi mandare mensilmente soldi dalla famiglia, dovrebbe fare riflettere. Dovrebbe fare riflettere sulla sindrome dell'emigrante che attanaglia il meridionale medio, inculcatagli fin dalla giovanissima età (causa varie influenze di contesto). Per molti, troppi meridionali - senza distinzione di classe sociale e istruzione - il mito del "nord" è un po come il mito dell'Europa x molti africani. E allora se vengo picchiato da un gruppo di balordi penso di "abbandonare la mia città", come se sta roba non potesse succedere pure a Torino o Verona. Oppure, tra il fare la stessa, identica professione al nord e farla al sud, scelgo la prima opzione. Ne conosco tanti.

  • mi sembra un'arrampicata sugli specchi ...

  • ci vogliono mettere le pezze.....si dovrebbero vergognare.

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