Suspiria di Luca Guadagnino in concorso alla mostra del Cinema di Venezia

Si tratta del remake del film di Dario Argento. E' ambientato nella Berlino del Muro nel 1977. Il regista palermitano: "E' una pellicola sul terribile del femminile e sui rapporti personali"

“Suspiria” di Luca Guadagnino in concorso alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia, è il remake del film di Dario Argento. Ambientato nella Berlino del Muro nel 1977 e della Banda Bader-Meinhof, in una scuola di danza arriva una ragazza americana, Susan Bannion interpretata da Dakota Johnson. La giovane è da sempre attratta da Berlino, sostiene un’audizione di danza con una prestigiosa compagnia, la Markos Tanz Company, gestita dalla carismatica coreografa Madame Blanc interpretata da TIlda Swinton, che ricorda chiaramente la coreografa e danzatrice Pina Bausch con l’immancabile sigaretta tra le dita. Ma le danzatrici sono anche streghe che dovranno montare un’incredibile balletto “Volk” che verrà eseguito per l’ultima volta, ma si tratta di un rito e Susie sarà la protagonista è la prescelta.

La colonna sonora firmata da Thom York, leader dei Radiohead è semplicemente ipnotica e affascinante. Applausi per Guadagnino e il cast in conferenza stampa. Presenti le attrici: TIlda Swinton, Choe Grace Moretz, Dakota Johnson, Mia Goth, Moretz, Jessica Harper e Thom Yorke. Assente Lutz Ebersdorf che nel film interpreta il misterioso dottor Josef Kemplerer anche se Tilda Swinton ha letto un divertente messaggio a sua firma. Tuttavia resta il dubbio che la Swinton interpreti il doppio ruolo madame Blanc e lo psicanalista Klemperer-Ebersdorf. Tuttavia alla domanda, Swinton ha glissato misteriosamente.

Luca Guadagnino innamorato dei film di Dario Argento, ha raccontato di avere visto “Suspiria” a quattordici anni e di esserne rimasto folgorato. “Noi tutti adoriamo Dario Argento”, ha detto. “Suspiria – ha poi spiegato – è un film sul terribile del femminile e sui rapporti personali. Amo moltissimo il mezzo espressivo della danza e per me è stato un grande piacere avere avuto a fianco un bravissimo coreografo come Damien Jalet. Volevo che la danza non fosse un orpello ma permettesse di essere usato come linguaggio di trascendenza e di magia”.

Il modernismo degli anni ’70 nella Berlino divisa è stata una cifra estetica nel film di Guadagnino e anche la location ha avuto un ruolo fondamentale. “Abbiamo girato il film in un hotel abbandonato art nouveau in cima a una montagna – ha spiegato il regista – con spazi molto ampi. Abbiamo dovuto però rimuovere l’art nouveau e portare invece l’art Deco. Amiamo moltissimo Dario Argento, non sarei qui se non fosse per Dario. Lui è uno dei miei grandi maestri. Ho visto Suspiria a 14 anni a Palermo”.

Nel “Suspiria” di Guadagnino ci sono molti riferimenti all’estetica di Fassbinder “e alle figure femminili tormentate ma mai perdenti del regista tedesco”. Jessica Harper, Chloe Grace Moretz, hanno amato moltissimo in lavoro svolto con Guadagnino. Per Dakota Johnson alla sua seconda volta col regista di “Chiamami col tuo nome”, è stata una grande occasione per affrontare argomenti da sempre amati. “Con Luca – ha raccontato – mi sono sentita sicura, ci conosciamo molto bene e quindi mi sento di poter fare qualsiasi cosa quando lavoro con lui. Il film parla di danza che io adoro, la magia e le streghe e che mi hanno sempre affascinato. Avere questo sguardo dall’interno su queste cose è un sogno realizzato”.

Per TIlda Swinton, attrice feticcio di Guadagnino, è stato come essere a casa. “Conosco Luca da tanto tempo – ha detto – è tra gli amici più cari, siamo quasi parenti. Lavorare con lui è una fortuna incredibile. Quando sai che la persona vicina a te è interessata come te a fare il meglio puoi stare tranquillo”. E anche per Mia Goth l’esperienza è stata positiva. Thom Yorke che ha firmato la colonna sonora ha raccontato di avere visto “Suspiria” di Argento molte volte e di avere ascoltato “la colonna sonora dei Goblin davvero intensa. Mi ha piaciuto che usasse la ripetizione del tema davvero geniale. Anche se io ho fatto qualcosa di completamente diverso”. A chi gli domandava, infine, qualcosa sul movimento #metoo, Guadagnino ha risposto che si tratta sicuramente di un “passaggio dal quale non si torna indietro e che ha investito le coscienze. Voglio pensare che questo lavoro venga dal piacevole desiderio di non schiacciare l’altro col proprio potere”, ha concluso.

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