"Vento del Sud" porta i Tiromancino a Pollina: “Qui c’è la semplicità che altrove si è persa”

In una lunga intervista rilasciata a PalermoToday Federico Zampaglione parla del nuovo brano con "ritmi tropicali" e "sonorità legate al reggae di Bob Marley" ma anche di Palermo, "città molto intensa con un pubblico caloroso". Il 29 agosto la band sarà in concerto al Teatro Pietrarosa, a Pollina

Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino

Al Sud è legato per sangue, amore e professione. È il Sud che accarezza le corde dell’anima e pizzica quelle della sua chitarra dalla quale non si separa mai. Ecco perché nelle coordinate geografiche della sua musica trova spazio una canzone australe, “Vento del Sud”, la stessa che lo sta portando in giro per l’Italia fino a Pollina, dove il prossimo 29 agosto sarà in concerto al Teatro Pietrarosa.

Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, racconta a PalermoToday la genesi di un brano che segna il ritorno della band in Virgin/Universal Music Italia, etichetta che li ha portati al successo con ‘La descrizione di un attimo’. “Vento di Sud è l’ultimo arrivato nella famiglia - spiega -. Ogni pezzo ha la sua personalità, non ci sono doppioni o imitazioni. Questo ha dei ritmi tropicali, non si rifà alle sonorità dei tormentoni estivi. Non ho usato il reggaeton, ma sonorità legate al reggae cantabile, come quelle di Bob Marley. Ci sono strumenti come il marimba, il vibrafono, che rimandano a sonorità della tradizione italiana come il mandolino che dà un tocco nostrano a questa musica”.

Sud come una canzone, ma anche come le sue origini. “Il Sud è qualcosa che ha profondamente a che fare con me - dice ancora a PalermoToday -. Mio nonno era calabrese e ho tanti amici al Sud. Anche la mia ragazza, Giulia Marra, è meridionale. Questa è una terra dove vado spesso, dove c’è un approccio più genuino. Qui c’è la semplicità che altrove un po’ si è persa, anche a Roma si è persa. Roma è una città molto cinica dove qualunque cosa non è niente di che, è una città che forse ha visto anche troppo. Qui c’è un meraviglioso approccio. Semplice, genuino e spontaneo. Alle persone per stare bene basta poco: una amicizia, stare intorno ad una tavola. E più passano gli anni più è quello che cerco. Forse è il premio che voglio concedermi per una vita faticosa”.

A fine agosto, così, sarà in concerto a Pollina - appuntamento organizzato da Aria Eventi - e, proprio a proposito del capoluogo, Federico Zampaglione confida: “Sono stato a Palermo tante volte. È una città molto intensa. Palermo è una città del Sud dove si sente il peso. Perché i palermitani sono molto esigenti da un punto di vista musicale. E i concerti sono stimolanti perché il pubblico è caloroso”. Chiediamo allora che cosa aspetti da questa data siciliana e risponde che “non mi aspetto mai niente, faccio le cose e basta. Non è l’aspettativa a motivarmi. Ma i miei dischi quando incontrano il gradimento del pubblico”.

Insieme alla tappa palermitana, il leader dei Tiromancino sarà in tournée anche a Zafferana Etnea (anfiteatro comunale il 31 agosto) e a Piazza Armerina (piazza cattedrale il giorno prima) per un concerto multiforme, come racconta, dove ci sarà anche sperimentazione, improvvisazione e divertimento. “Non sarà il classico concerto abbottonato… Qui in Sicilia ci vengo sempre volentieri e mi piacerebbe starci un poco di più - precisa -. Mi trovo bene perché è un posto dove mi piace stare solo che la fretta mi strappa sempre via”.

Arrivati in cima alle classifiche italiane con ‘La descrizione di un attimo’, la voce dei Tiromancino afferma che è proprio grazie a quel brano che la sua vita è cambiata. “La descrizione di un attimo è un pezzo che ha avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Da quella canzone in poi il pubblico ha iniziato a conoscere i Tiromancino. Prima stavamo solo nell’indie, mentre quella canzone ha cominciato ad affacciarci a un pubblico di massa. Senza quella canzone non ti saprei dire se poi sarebbe stato possibile costruire quello che è stato costruito”. E, sul finale di questa intervista, si lascia andare ad una confessione: “Parlando di Sicilia mi viene in mente Franco Battiato, il più grande artista italiano, un autore immenso, al quale auguro una veloce e pronta guarigione perché la sua assenza pesa come un macigno”.

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