Una bottega creativa firmata Tasca d’Almerita a Palazzo Butera: apre Le Cattive

Un luogo dove bere un bicchiere di vino, apprezzare la cucina siciliana, assistere alla presentazione di un libro. A curare il progetto l'architetto Giovanni Cappelletti. Proposta gastronomica affidata a giovani siciliani con interessanti esperienze in giro per il mondo

Le Cattive - Foto di Antonio Chinnici

Uno spazio polifunzionale dove bere un bicchiere di vino, fermarsi per fare colazione o cenare e dove saranno realizzate attività culturali. Il progetto, della famiglia Tasca d’Almerita, si chiama Le Cattive e sarà inaugurato domani a Palazzo Butera. Il fine è accompagnare i visitatori alla scoperta della fondazione Valsecchi che ospita, fino a novembre, la Biennale nomade di arte contemporanea Manifesta 12. Affacciata sulla storica Passeggiata delle Cattive, dove nell’Ottocento le vedove prigioniere del loro dolore potevano passeggiare indisturbate, la fondazione ospita la terrazza diventata simbolo di Palermo: offre una delle vedute più suggestive della Cala, il porto più antico della città. 

Palazzo Butera, grazie alla titanica opera di recupero e di restauro avviata da Massimo e Francesca Valsecchi, ritorna ad essere l’ideale “porta” aperta verso la città diventando così ponte tra il fronte del porto, lo storico quartiere della Kalsa, e il polo costituito da Palazzo Steri, Palazzo Abatellis, Orto Botanico e Spasimo. Anche il programma concepito da Massimo Valsecchi per il Palazzo, con il suo susseguirsi di residenze di artisti, in occasione di Manifesta 12, scambi e collaborazioni con musei e atenei internazionali e una fertile attività di worskhop e laboratori, sottolinea ulteriormente l’idea di interscambio, contaminazione, di una “grande bottega creativa” d’ispirazione rinascimentale. Sono questi i valori condivisi da Massimo Valsecchi e da Alberto Tasca d’Almerita che hanno creato i presupposti per la collaborazione a Palazzo Butera. Al centro di tutto c’è l’amore per il bello, per le cose fatte bene e il fare del bene.

Artigianalità, sostenibilità, cultura dell’uomo i temi che attraverseranno anche il gusto de Le Cattive, uno studio approfondito sulle materie prime siciliane, esperienze che guardano sia i mercati popolari che la cucina di casa dei Monsù, sia le isole che le ricette contadine e montane. Un luogo di ristoro, incontro, scambio di idee, vetrina per un ideale viaggio culturale nella Sicilia enogastronomica. La locanda sarà un territorio da scoprire, uno spazio in cui ognuno viaggerà secondo il proprio vissuto. Sarà una porta aperta alla città e al flusso dei turisti internazionali che animeranno le stanze di Palazzo Butera. E in questa sinergia tra arte e cultura l’intento de Le Cattive è quello di divulgatore dell’anima siciliana e della storia di Tasca.

Il progetto architettonico 

Lo spazio è stato curato da Giovanni Cappelletti, a capo del progetto architettonico e museografico di Palazzo Butera. Nel pavimento, una infilata di mattonelle originali provenienti dalla terrazza del Palazzo. L’intero spazio, diretto da Giuseppe Anselmi, gioca sulle cromie del luogo. Alla locanda Le Cattive si accede da Palazzo Butera e dalle Mura, dove ha preso forma un piccolo orto di erbe aromatiche. L’intera proposta gastronomica è stata affidata ad uno staff di giovani siciliani under 30 con interessanti esperienze in giro per il mondo. Alla guida della brigata, il giovane Daniele Olivastro (29 anni, archeologo palermitano, diplomato all'Alma e con trascorsi a Londra con il pluristellato Heston Blumenthal): l’obiettivo è la valorizzazione di un territorio e di una lunga tradizione locale che diventano fonte di ispirazione creativa, una locanda che possa essere fucina di idee e luogo aperto al confronto. L’artigianalità giocherà un ruolo fondamentale, con la selezione accurata di materie prime dell’isola e la ricerca storica sulle ricette del passato, dalla cucina di casa dei Monsù alle pietanze contadine dell’entroterra e del mare.

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