Cucina, il Ristorante Palazzo Branciforte premiato dalla guida dell'Espresso

Il cappello, ambito riconoscimento che suggella l'impegno in cucina, arriva dopo un anno di lavoro denso di soddisfazioni. Lo chef Gaetano Billeci: "Un traguardo per tutti noi, ma anche un punto di ripartenza per fare sempre meglio"

La guida dell’Espresso ha premiato oggi il Ristorante Palazzo Branciforte con un cappello. Un ambito riconoscimento che suggella l’impegno in cucina e in sala del ristorante nel cuore del centro storico di Palermo, arriva dopo un anno di lavoro denso di soddisfazioni.

"Siamo molto contenti di questo risultato - afferma lo chef Gaetano Billeci - che dimostra che quando si lavora con impegno ed idee chiare, i riconoscimenti arrivano. E' un traguardo per tutti noi ma anche un punto di ripartenza per fare sempre meglio. La nostra è una cucina che si muove nel solco della tradizione, che ci piace ricomporre a modo nostro. Un lavoro che riusciamo a fare quotidianamente grazie all’impegno di tutti, di chi oggi è con noi e condivide questo successo e di chi, magari, c’è stato in passato ed oggi ha scelto altre strade. Ringrazio tutti perché i successi sono sempre frutto di un buon lavoro di squadra".

Il Ristorante Palazzo Branciforte si trova in centro storico a Palermo, a poca distanza dal Teatro Massimo e da altri importanti monumenti della città. L’ingresso dà su via Bara all’Olivella ed è condiviso con quello dello spazio museale di Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia, dal cui atrio si accede direttamente alla corte e alla sala del ristorante, uno spazio di condivisione e relax a due passi dal centro. Un luogo unico, nel quale si fondono identità e innovazione, uno spazio nel quale la storia si coniuga con l’archeologia, con l’arte moderna e contemporanea, con i libri e con la grande tradizione culinaria italiana. Dal 2015 a gestire il Ristorante sono lo chef Gaetano Billeci e Teresa Dawidowska che si occupa dell’accoglienza.

La sua posizione centrale e lo splendido edificio nel quale si trova, sono senza dubbio degli importanti punti di forza che, uniti alla cucina raffinata e fortemente identitaria dello chef Billeci, lo rendono un luogo unico, meta selezionata dai turisti che desiderano provare una cucina elegante e ricercata in centro città o dai palermitani che lo scelgono per un pranzo di lavoro, un aperitivo, una cena in relax.  

L’ambiente elegante è connotato da una corte interna risalente alla fine del Cinquecento con una bella fontana con giochi d’acqua al centro dello spazio che accoglie gli ospiti. Si può scegliere di pranzare o cenere a la carte o affidarsi ai menu degustazione presentati in tre declinazioni: 4 portate, 6 portate, 6 portate tra terra e mare. Le proposte dello chef cambiano ogni tre mesi, per offrire sempre piatti al passo con i tempi e le stagioni. I coperti sono quaranta ma l’ampia corte esterna, che si presenta coperta o scoperta, a seconda delle necessità, consente anche di ospitare eventi, spaziando dall’appuntamento elegante a quello informale.

La cucina proposta dallo chef Billeci è una felice sintesi delle diverse esperienze culinarie fatte in giro per il mondo. Le contaminazioni diventano strumento di lavoro quotidiano, mezzo per trasformare le eccellenti materie prime della zona in piatti che rimandano alla tradizione locale ma con una visione cosmopolita. Tra le formule proposte dal ristorante, sono celebri, ormai, il brunch domenicale, con un menu variabile ad ogni appuntamento ed un corner tematico che cambia ogni settimana e l’aperitivo serale con otto finger food preparati dallo chef per accompagnare un calice di vino. 

Gaetano Billeci, lo chef

Palermitano, classe 1982, ha indossato il grembiule a 14 anni per il suo primo servizio. Il ristorante era il Charleston, celebre locale del capoluogo siciliano, primo ad essere insignito delle stelle Michelin a Palermo. Da lì è partita una lunga gavetta che lo ha portato in giro per il mondo. Ha attraversato l'Europa, passando dalle osterie ai ristoranti stellati. Italia, Norvegia, Francia, Regno Unito, Malta, alcune delle tappe più importanti e un passaggio anche dalla Tanzania. Ha lavorato al Maze di Londra (uno dei ristoranti dello chef Gordon Ramsey) con lo chef Jason Atherton, sempre a Londra è stato al Gherkin con Michael Lynch, quindi al Convivium a Parigi con Arnaud Stevens, poi al fianco della chef stellata palermitana Patrizia Di Benedetto al Bye Bye Blues di Mondello. Nel 2011 ha deciso di tornare in Sicilia, dove ha riaffermato e consolidato il proprio stile: saldo nella tradizione ma raffinato ed eclettico. La sua è una cucina gourmet per tutti i palati con piatti pensati con semplicità e buongusto. Ama le cotture veloci, l’olio di oliva buono e la tecnica che non si vede ma si assapora nel piatto.

Teresa Dawidowska, la socia

Nata a Varsavia, è cresciuta professionalmente tra i tavoli della ristorazione palermitana, facendone la storia. Ama la Sicilia e la sana cucina. Curiosa, è stata conquistata dalla bellezza di Palazzo Branciforte ed è sua cura preservarne l'eleganza, curando ogni dettaglio con classe. Per lei i tavoli del ristorante sono come la tela bianca per un pittore: un piano libero sul quale dare sfogo alla creatività con fiori, colori e decorazioni, non perdendo mai di vista la stagionalità dei temi e delle ricorrenze e senza mia riproporre la stessa composizione, altrimenti che creatività sarebbe?

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