Rischio idrogeologico, la denuncia dell'Ance: "In Sicilia speso solo il 23,69% dei fondi"

Nel piano "ItaliaSicura" sono stati finanziati progetti per 781,5 milioni di euro, pari al 27,89% della quota nazionale. Adesso c'è uno stanziamento di 16 milioni per 71 nuove opere. I costruttori edili: "Più poteri al commissario, pronti a collaborare. Bandi di gara veloci, ma senza deroghe"

Una strada franata

La Sicilia ha il migliore rapporto di finanziamenti già assegnati rispetto alla previsione del piano “ItaliaSicura” (781,5 milioni di euro, pari al 27,89% di 2,8 miliardi), più della situazione italiana (4,7 miliardi su 25,6, pari al 18,65%) e ha anche una migliore percentuale di progettazione esecutiva pronta rispetto al previsto (144 su 962, cioè il 14,97%) a confronto con la percentuale italiana (1.089 su 8.926, il 12,20%). Rapporto avvantaggiato anche in riferimento agli importi dei progetti pronti (431,7 milioni su 2,8 miliardi, il 15,41%, rispetto a 1,76 miliardi su 25,6, il 6,87%). Eppure l’Isola ha finora mostrato una capacità di spesa troppo bassa, il 23,69%, rispetto al 37,85% registrato a livello nazionale.

E' quanto emerge da uno studio dell’Ance Sicilia aggiornato allo scorso 31 agosto. In atto, per contrastare il rischio idrogeologico in Sicilia, il piano "ItaliaSicura" prevede 962 interventi per 2,8 miliardi, di cui 200 azioni per 571 milioni sono inserite nel “Patto per la Sicilia”, mentre nulla è stato ancora ufficializzato circa la ripartizione di 209 milioni previsti appositamente dal Po Fesr. Ad oggi in Sicilia risultano in corso 141 cantieri (10,17% del totale nazionale) per 185 milioni di euro (10,30%), che rappresentano come importo il 6,60% della previsione del Piano per l’Isola (7% la media nazionale) e, come si diceva, solo il 23,69% dei finanziamenti già assegnati (37,58% la situazione italiana).

"Lo Stato - si legge in una nota dell'Ance - ha guardato con favore alla Sicilia nell’assegnazione delle risorse per difendere il territorio dal rischio idrogeologico, avendo riservato all’Isola quasi l’11% del budget complessivo del Piano “ItaliaSicura”. Per questo motivo, cogliendo l’impegno e l’attivismo del governo regionale nel recuperare i ritardi accumulati dai precedenti esecutivi, offriamo al presidente della Regione e Commissario delegato, Nello Musumeci, il nostro contributo tecnico per accelerare ulteriormente l’utilizzo di questi fondi. L’Isola risulta ancora più indietro rispetto al ritardo nazionale perché a frenare ci sono stati lentezze burocratiche, procedure di gara farraginose e lente e tempi lunghi nella stipula dei contratti e nell’apertura dei cantieri". 

La disponibilità a collaborare parte dalla possibilità di partecipare alle prossime riunioni con gli esperti dell’Agenzia nazionale per la Coesione territoriale finalizzate alla messa a punto di nuovi strumenti operativi più snelli, fino alla richiesta a Palazzo Chigi di incrementare i poteri del commissario delegato solo per accelerare le procedure di programmazione e approvazione dei progetti eliminando gli intoppi burocratici, nonché per potere lavorare a ritmo serrato e con carattere continuativo all’indizione ed espletamento delle gare d’appalto tramite l’insediamento di più commissioni esaminatrici.

Purchè, avverte Ance Sicilia, "non vi siano ulteriori deroghe alle norme vigenti riguardo alle aggiudicazioni di opere ed incarichi, che devono continuare ad avvenire in un’aperta e trasparente concorrenza del mercato". Nel nuovo fondo del piano "ItaliaSicura", alla Sicilia sono stati assegnati 16 milioni di euro (ben il 16% del totale nazionale di 100 milioni) per finanziare un totale di 71 ulteriori progetti esecutivi. Ance Sicilia auspica che "sia anche costituito un gruppo di lavoro misto fra Regione e mondo delle costruzioni per monitorare le procedure e segnalare dove e come intervenire sugli interventi ancora bloccati".
 

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