Un film sull'omicidio Mattarella, a Palermo le riprese: nel cast Nino Frassica e Tony Sperandeo

La pellicola ricostruisce la storia del presidente della Regione ucciso in via Libertà il 6 gennaio 1980: "Andreotti incontrò il boss Bontade prima dell'omicidio"

L'attentato a Piersanti Mattarella

Inizierà il 4 febbraio prossimo, a Palermo, la pre-produzione del film ''Il delitto Mattarella'', che riscostruisce la storia del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, ucciso a Palermo, nella centralissima via Libertà, il 6 gennaio 1980. Il film sarà diretto da Aurelio Grimaldi. Le riprese avranno inizio il 25 febbraio, con un ricco cast siciliano composto da Leo Gullotta, Nino Frassica, Tuccio Musumeci, Pino Caruso, Pippo Pattavina, Toni Sperandeo, Donatella Finocchiaro, Lucia Sardo e Guia Jelo.

Aurelio Grimaldi da anni raccoglie materiali sul caso Mattarella. Dopo l'elezione del fratello Sergio al Quirinale, il regista ha scritto una sceneggiatura densa di fatti e documenti, con l'intento di combattere  l'oblio in cui è caduta la vicenda. ''Piersanti Mattarella è una  figura ingiustamente dimenticata. A Roma e Milano non esiste nemmeno  una via a lui dedicata", sottolinea Grimaldi, che aggiunge: "La  discrezione della impeccabile famiglia e del fratello presidente della Repubblica sono senza pari''.

Mattarella fu ucciso il 6 gennaio 1980. Secondo la vedova, Irma Chiazzese, il killer fu il terrorista di destra Valerio Fioravanti, da lei ripetutamente riconosciuto. Secondo il Giudice Istruttore, Giovanni Falcone, Mattarella fu ucciso da neofascisti per uno scambio di ''servizi'' tra Cosa Nostra, Banda della Magliana (che trattava col capomafia Pippo Calò il riciclaggio dei soldi mafiosi) e i Nar di Fioravanti, interessati a far evadere, con l'aiuto della mafia, il leader Concutelli, provvisoriamente rinchiuso nel carcere Ucciardone di Palermo. Ma Mattarella aveva avviato in Sicilia una giunta bianco-rossa con l'appoggio del Pci, in anticipo sulla Solidarietà Nazionale del suo maestro Aldo Moro. I principali avversari politici di Mattarella furono i suoi compagni di partito: Lima, Ciancimino, Gioia e Nicoletti.

Secondo Giovanni Falcone non erano state trovate prove di una loro diretta responsabilità nell'omicidio-Mattarella. Ma il processo-Andreotti (con l'ex-premier democristiano dichiarato colpevole di associazione mafiosa fino al  1980, ma prescritto) ha comprovato, come scritto in sentenza sia di 1° grado che di 2° grado e in Cassazione, che Andreotti incontrò il boss Stefano Bontade subito prima dell'omicidio Mattarella, venendo a conoscenza che Cosa Nostra intendeva eliminare quello scomodo politico onesto, ma non fece nulla per proteggere il compagno di partito.

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