Elezioni al Csm, tra i sedici candidati c'è anche Nino Di Matteo

Il voto servirà per scegliere i due togati del Consiglio superiore della magistratura in rappresentanza dei pubblici ministeri. Di Matteo ha ricoperto il ruolo di pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia e ora è alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo

Nino Di Matteo

C'è anche il palermitano Nino Di Matteo tra i sedici candidati per le elezioni suppletive che si terranno il 6 e 7 ottobre indette per scegliere i due togati del Consiglio superiore della magistratura in rappresentanza dei pubblici ministeri. Il voto si è reso necessario dopo le dimissioni di Antonio Lepre e Luigi Spina, coinvolti nella bufera che ha travolto il Csm per effetto dell'inchiesta di Perugia. 

Di Matteo ha ricoperto il ruolo di pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia e ora è alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Tra gli altri si sono candidati Anna Canepa, anche lei sostituto alla Dna ed ex segretario di Magistratura democratica, titolare di importanti inchieste antimafia e che a Genova è stata pm nel processo per i fatti del G8. Altro esponente di Md è Filippo Vanorio, sostituto procuratore a Napoli, tra i pm dell'inchiesta su Silvio Berlusconi per la cosiddetta compravendita dei senatori .

Gli altri candidati sono Paola Camera, sostituto procuratore generale Venezia, Alessandro Crini procuratore a Pisa, che ha deciso la riapertura dell'inchiesta su Emanuele Scieri, il parà trovato morto in caserma all'agosto del 1999. Ancora concorrono ai due posti di pm Antonio D'Amato, aggiunto a Santa Maria Capua Vetere, Francesco De Falco, sostituto a Napoli, Francesco De Tommasi, sostituto a Milano, Grazia Errede, sostituto a Bari, Anna Chiara Fasano, sostituto a Nocera inferiore, Andrea Laurino, sostituto ad Ancona, Lorenzo Lerario, sostituto procuratore generale a Bari Simona Maisto, sostituto a Roma Gabriele Mazzotta, aggiunto a Firenze. Infine Alessandro Milita, aggiunto a Santa Maria Capua Vetere, titolare delle indagini sulla morte di Tiziana Cantone, e Tiziana Siciliano, procuratore aggiunto a Milano, che si è occupata del caso di Dj Fabo.

Le candidature, ha sottolineato il presidente dell'Anm Luca Poniz, "sono un successo della linea dell'Associazione, che ha stimolato l'idea di una competizione vera e aperta. Alcune infatti sono riconducibili a gruppi mentre altre sono espressione di esperienze personali".

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