"Il Francesco di Palermo”: la visita del Papa e la missione di Biagio Conte in un docufilm

Il lavoro è stato realizzato da uno studente siciliano della sede abruzzese della Scuola nazionale di cinema. Al centro dell’opera quattro storie di rinascita: i protagonisti sono alcuni ospiti della struttura di via Decolatti che dopo aver appreso un mestiere lì, sono tornati ad essere autonomi

Il regista durante la visita del Papa nella missione di Biagio Conte

Un docufilm su Biagio Conte e la visita del Papa a Palermo. “Il Francesco di Palermo” è l’ultimo lavoro di Antonio Turco, studente di reportage audiovisivo alla Scuola nazionale di cinema abruzzese. Originario di Mistretta, nel messinese, 21 anni, Turco ha voluto fare un film sul missionario laico fondatore della missione “Speranza e Carità”, costituita nei locali dell’ex caserma dell’aeronautica militare, in via dei Decollati, a Brancaccio. La struttura oggi ospita più di mille persone provenienti da varie nazioni. Le attività rispondono alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione sociale del capoluogo siciliano. L’attenzione è in favore dei più deboli, che vengono accolti ricevendo non solo ospitalità, ma hanno anche l’opportunità di imparare un mestiere che gli possa consentire di costruire un futuro migliore, anche al di fuori della struttura.

Il film racchiude la vita quotidiana all’interno della comunità. Al centro dell’opera quattro storie di rinascita: i protagonsiti sono alcuni ospiti della struttura di via Decolatti che dopo aver appreso un mestiere lì, sono tornati ad essere autonomi. Francois, giovane africano cinquantenne, dopo aver conosciuto la moglie in missione ha deciso di aprire insieme a lei una propria sartoria nel centro storico di Palermo. Adesso lui dedica parte della giornata a insegnare questo mestiere ad altri ragazzi immigrati. “Non vogliamo pesare su questo paese che già ci ospita - racconta la signora davanti alle telecamere di Antonio - così, a nostra volta, abbiamo deciso di aprire le porte a tutti quelli che vogliono imparare questo mestiere”.

Paolo, ragazzo nigeriano, trascorre parte della giornata nel laboratorio di panetteria. Oltre ad avere una forte passione per l’arte fornaia, ha frequentato una scuola di specializzazione ottenendo una certificazione per entrare nel mondo del lavoro. Il giovane ogni mattina si sveglia alle 3 per impastare e infornare chili e chili di pane, utili per l’intera missione. “La normale quotidianità viene tramutata in un’atmosfera di attesa, di preparazione - racconta il regista - dopo che con stupore viene accolta la notizia di un’inaspettata visita da parte del Papa”.

Papa Francesco nella sua visita pastorale a Palermo, ha deciso di condividere il momento del pranzo con i nuovi poveri, tutte quelle persone che vivono ai margini di questa società indifferente. "Quando arriva Papa Francesco nella Missione – documenta Antonio – la prima cosa che fa è abbracciare Biagio e poi accompagnato da un coro 'papa Francesco, papa Francesco!' entra in mensa. Dopo aver salutato tutte le persone sedute accanto a lui, il Santo Padre si siede al centro. L’immagine ricorda l’ultima cena di Leonardo anche se le persone sono sedute in tutto il perimetro del tavolo e viene quasi difficile effettuare le riprese".

Le riprese del film, prodotto dal Centro sperimentale di cinematografia - sede Abruzzo - sono iniziate ad aprile dello scorso anno e si sono concluse il 15 settembre, proprio con l’abbraccio tra il Santo Padre e Biagio Conte. Il docufilm è stato presentato a diversi Festival su tutto il territorio nazionale. Il trailer è disponibile online.

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