"I meridionali sono inferiori", il Sud bersaglio (ancora) di Vittorio Feltri

Il direttore del quotidiano Libero, ospite del programma di Rete 4 "Fuori dal coro", non ha perso l'occasione per una nuova polemica. Il presidente dell'Ordine dei giornalisti: "Posso solo chiedere scusa a mio nome e a quello della stragrande maggioranza di colleghi"

"Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del Coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che evidentemente ha un senso di invidia, di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di senso di inferiorità. Io non credo ai sensi di inferiorità: credo che i meridionali in molti casi siano inferiori". Il direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri, ospite del programma di Rete 4 "Fuori dal coro" non perde occasione per attaccare prima il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e poi tutti i meridionali.

Non è certo la prima volta che il giornalista si lascia andare a dichiarazioni politicamente scorrette e il conduttore Mario Giordano sceglie la strada dell'ironia: "Adesso me li fa arrabbiare davvero (gli spettatori del Sud ndr). Direttore, non puoi dirlo questo…”.  Feltri, bergamasco doc, non ha però modificato la sua posizione: "Chissenefrega, si arrabbino. Con me si arrabbiano tutti i giorni, mi insultano, mi augurano di morire”.

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Sul caso è intervenuto il presidente dell'Ordine dei giornalisti Carlo Verna, con una lettera indirizzata al sindaco di Napoli Luigi De Magistris. (La Campania è stata al centro di un intervento al vetriolo da parte di Feltri ndr). Dopo avere ricordato le sue origini napoletane, Verna ricorda che Feltri è iscritto all'albo professionale e lo definisce "noto anche per la sua capacità di essere urticante, in passato pure in maniera brillante ma negli ultimi tempi fuori dalle righe e meritevole di ampie reprimende come seminatore d’odio. In tanti - prosegue - scrivono per sollecitare di metterlo fuori della nostra comunità professionale. Si può fare attraverso un regolare procedimento guidato da un autonomo consiglio di disciplina. È competente quello del luogo dove il giornalista è iscritto, ovvero nel caso specifico quello della Lombardia, che naturalmente deve essere attento sempre nelle sue pronunce alle libertà garantite dall’articolo 21 della Costituzione, anche se sottolineo il principio di non discriminazione insito nell’articolo 3 noto per sancire l’uguaglianza, e ai giuristi indicherei la strada della valutazione della cosiddetta legge Mancino. È lo stato diritto che dal 2012 ha voluto la separazione dei poteri anche nell’ambito degli ordini professionali. Con chi giudica nessuno può interferire. Sarebbe come chiedere conto a un Presidente del consiglio dell’azione, dell’omissione o della fondatezza della pronuncia di un magistrato. Non si può fare. Posso solo chiedere scusa a mio nome e a quello della stragrande maggioranza di colleghi che hanno lo stesso tesserino di Feltri, per il reiterato atteggiamento di vacua ostilità. Lo trovo indegno ma mi adeguo e amo Milano come Napoli, di cui sono sempre rimasto orgoglioso cittadino".

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